Gli sbalzi di tensione non sono mai una bella cosa. Specialmente quando friggono roba all’avanguardia della tecnologia e quindi spesso più delicata di un marchingegno meccanico soggetto a potenti e catartiche martellate.
Gli UPS, meglio conosciuti come gruppi di continuità, sono la base e un obbligo per chi vive in una casa il cui impianto elettrico non è ultramoderno e si ostina a tenere acceso un computer come server.
Siccome rientro in questa categoria da 7-8 anni, mi sono deciso finalmente ad ordinare un APC Back-UPS RS 500 presso New Informatic World: comodo farselo recapitare direttamente a casa quando sei in un altra città; ma questo a quanto pare non è il pensiero di SDA.
Tra i commenti precauzionalmente ho inserito se possibile, consegnare nel pomeriggio eppure il primo avviso di mancato recapito per destinatario assente era nella cassetta delle lettere a partire dalle 12 e 15 dello scorso mercoledì. Magari non avranno inoltrato questa postilla…
Il venerdì, verso la stessa ora, controllo su internet lo stato della spedizione e vedo che lo stesso giorno era stato inserita nuovamente la dicitura “destinatario assente”. Purtroppo per loro ero a casa. Vediamo quali patetiche scuse addurranno gli omini del Call Center:
Il sistema è in black-out! Richiami più tardi.
Possiamo consegnare per lunedì o martedì. Per domani sono spiacente ma non posso fare più nulla.
Dalla creatività alla genialità nel giro di 2 chiamate. Ammirevole.
Sorvolando sul recupero della spedizione direttamente al magazzino, il martellante “è stato gestito male” della segretaria, l’improvvisata da elettricista nel far passare una spina in un buco grosso quanto un cavo, si passa ad installare il necessario software per gestire lo spegnimento del server in caso di power failure.
La scelta è ricaduta su APCUPSD a discapito di NUT per il semplice motivo che il primo è dedicato interamente ai prodotti della stessa marca. La configurazione è banale, specialmente se si segue una guida.
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