Tag Archive for 'call center'

Libero di cambiare

Pago 29,95 euro per un servizio ADSL da 4 Mbits/s quasi mai raggiunti quando le attuali offerte sono sui 20 euro per 7 mega e 25 per l’ADSL2+ a 20 mega. Non mi è sembrato giusto e ho chiamato per cambiare il piano tariffario:

- “Salve, volevo cambiare il tipo del mio abbonamento in un’adsl 20 mega così da pagare 25 euro invece di 30″
- “Certamente, un attimo che controllo la copertura…”
- “Ok, grazie”
- “Mi dispiace, ma non ci sono abbastanza risorse in centrale per questo tipo di abbonamento”
- “Capisco… Allora si potrebbe cambiare piano e avere l’ADSL alla stessa velocità pagando però il prezzo attuale degli abbonamenti?”
(10 euro al mese in meno non sono certamente pochi)
- “Mi dispiace, ma non ci sono abbastanza risorse in centrale per questo tipo di abbonamento”
O_O
- “Capisco… Allora vorrei disdire l’abbonamento…”

Non so perché, ma ho la vaga sensazione che mi stanno prendendo per i fondelli…

W Libero

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Cordless

  • Il cordless può causare cortocircuiti su una intera linea telefonica.
  • Il cordless può rallentare la navigazione se connesso sulla stessa linea del modem.
  • Il cordless non è molto compatibile con un modem sulla stessa presa.
  • Il cordless può essere la causa della rottura della linea durante l’attivazione di alice.
  • Il cordless è il demonio.

Secondo il call center al 187 di Telecom, il cordless è la causa della rottura della linea telefonica poiché tutti i parametri sono normali. Così come il modem ADSL non riusciva ad allinearsi alla portante ADSL2+ di Libero, la colpa è soltanto e solamente mia. Poi stranamente, le continue disconnessioni sono frutto dell’immaginazione.

Già scollegarsi da Alcotek è stata un’impresa durata dal 16/11/2007 al 10/02/2008 ma fortunatamente navigando nel frattempo.

Capire perché navigavo dopo senza essere allacciato a nessun operatore invece è stata una sorpresa e addirittura al numero 800 578 722, dove un messaggio registrato riferisce lo stato di appartenenza di una linea adsl, si sentiva “la sua linea risulta libera”.

Sentire un tecnico solamente dopo 3 giorni chiamare per testare la linea così da attivare Alice è stata una soddisfazione.

Registrarsi al portale invece è stato quasi un hack poiché Alice alla prima connessione reindirizza tramite i suoi DNS tutto il traffico presso il sito di registrazione e blocca l’accesso ad altri IP (e quindi chi ha impostato altri server DNS deve capire tutto questo e ripristinare la configurazione).

Spegnere e riaccendere il modem e vedere la portante scomparire e l’eretico cordless ammutolirsi invece è stata la morte di tutte le illusioni.

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I’ve got the power

Gli sbalzi di tensione non sono mai una bella cosa. Specialmente quando friggono roba all’avanguardia della tecnologia e quindi spesso più delicata di un marchingegno meccanico soggetto a potenti e catartiche martellate.

Gli UPS, meglio conosciuti come gruppi di continuità, sono la base e un obbligo per chi vive in una casa il cui impianto elettrico non è ultramoderno e si ostina a tenere acceso un computer come server.

Siccome rientro in questa categoria da 7-8 anni, mi sono deciso finalmente ad ordinare un APC Back-UPS RS 500 presso New Informatic World: comodo farselo recapitare direttamente a casa quando sei in un altra città; ma questo a quanto pare non è il pensiero di SDA.

Tra i commenti precauzionalmente ho inserito se possibile, consegnare nel pomeriggio eppure il primo avviso di mancato recapito per destinatario assente era nella cassetta delle lettere a partire dalle 12 e 15 dello scorso mercoledì. Magari non avranno inoltrato questa postilla…

Il venerdì, verso la stessa ora, controllo su internet lo stato della spedizione e vedo che lo stesso giorno era stato inserita nuovamente la dicitura “destinatario assente”. Purtroppo per loro ero a casa. Vediamo quali patetiche scuse addurranno gli omini del Call Center:

Il sistema è in black-out! Richiami più tardi.

Possiamo consegnare per lunedì o martedì. Per domani sono spiacente ma non posso fare più nulla.

Dalla creatività alla genialità nel giro di 2 chiamate. Ammirevole.

Sorvolando sul recupero della spedizione direttamente al magazzino, il martellante “è stato gestito male” della segretaria, l’improvvisata da elettricista nel far passare una spina in un buco grosso quanto un cavo, si passa ad installare il necessario software per gestire lo spegnimento del server in caso di power failure.

La scelta è ricaduta su APCUPSD a discapito di NUT per il semplice motivo che il primo è dedicato interamente ai prodotti della stessa marca. La configurazione è banale, specialmente se si segue una guida.

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Di nuovo online

Era oramai circa una settimana che questo serverino non voleva starsene connesso ad internet. Le ho provate tutte: dal “controllo remoto” via telefono ordinando azioni a terminali umani, alla connessione via ponte wireless tramite un amico la quale, ovviamente quando serve, non funziona.

Tornato a casa ho provato a metterci le mani direttamente ma mi ritrovo inondato da messaggi tipo:

pppd[17972]: CHAP authentication failed

Eppure i parametri sono giusti, non ho toccato nulla prima del 20 luglio… Chiamo così l’assistenza di Libero al 155, cercando di non perdermi nel labirintico mondo delle scelte “Prema 1 se vuole informazioni commerciali, prema un tasto a caso per supplicare un tecnico, prema il tasto ¶ per chiedere supporto psicologico”.

Ottenuta la linea ma persa la sensibilità al pollice e la sanità mentale, il tecnico con uno strano accento mi dice che il dominio dell’username è cambiato da:

xxx@liberolight → xxx@liberoflat

Ringrazio commosso Infostrada per la tempestiva comunicazione.

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Acer milanese

Finalmente ho recuperato anche l’ultimo agnellino smarrito.

Da Milano è arrivato il pacco contenete il notebook di mia sorella. Dopo un mese, era anche ora.

Apprezzabile comunque: ho aperto la scatola sigillata e con quei lacci plasticosi che sanno molto di nuovo acquisto, tutti siglati acer, e ho “abbracciato” il povero pc - sigillato pure lui dentro una busta di plastica fusa intorno.
Sollevato il coperchio del monitor ho visto che c’era anche un foglio con la descrizione dell’opera del tecnico:

Sostituzione Scheda Madre
Test ok

mmmm mi puzza un po’ la storia della sostituzione… 2/2 è una media un po’ troppo alta.

Anche se sta volta nn ho regalato 300 € ai ladri della alla ISG.

Vabbé godiamoci questi ultimi giorni di pacchia prima di partire per casuccia per le vacanze natalizie. Quanti bei progetti che mi aspettano sotto l’albero! :(

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