Se qualcosa può andar male
lo farà.
Ho due diversi portatili Acer. Sì, me la sono cercata. Entrambi sono finiti in assistenza tre volte ciascuno. Ma alla fine sono deceduti per lo stesso motivo: fuori garanzia e costa decisamente troppo ripararli.
La perplessità è che entrambi se ne sono andati per lo stesso medesimo problema, ovvero la rottura non del disco (come erroneamente supponevo prima di ricomprarne uno nuovo) ma di tutto il controller IDE, PATA o ATA che a dir si voglia. Molto strano.
Ancor più strano il momento in cui l’ultima macchina ha deciso di darsela a gambe: sotto regime di scrittura tesi, il giorno stesso in cui ricevo la comunicazione della Dell che l’ordine del nuovo giocattolino non sarebbe arrivato il giorno seguente ma bensì devo aspettare fino al 31 ottobre. Dannazione.
Necessitando di una soluzione pratica e immediata, ho optato per la Ubuntu installata direttamente su un disco esterno USB. Devo dire che le prestazioni sono più che decenti, quasi insperate. L’unico rallentamento (pesante tra l’altro) è dal caricamento del bootloader alla fine dell’avvio del kernel, operazione che può durare anche qualche minuto.
Almeno mi consolo con un disco a tema.
Tags: acer, dischi, linux, musica, notebook, pearl jam
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