Eravamo sbragati al sole di una calda giornata romana nel vasto e bellissimo parco di Villa Borghese. Sapevo che da quelle parti c’era un altro punto espositivo del gigantesco festival della fotografia.
Così prendo coraggio e parto alla ricerca del fatidico luogo che fortunatamente si trovava a 20 metri da dove eravamo. Nel Museo Carlo Bilotti infatti oltre all’esposizione permanente di molte angoscianti opere di De Chirico, c’è fino a giugno Mutation I: le immagini di 7 artisti finalisti del premio Alcatel - Lucent.

Questa istantanea di Eva Frapiccini fotografa al tempo d’oggi luoghi che nel ‘77 (tema in comune con la mostra di trastevere) furono teatro di delitti, scontri e agguati. In corrispondenza di ogni foto, compare un articolo di cronaca dell’epoca tratto dalle testate giornalistiche nazionali.
Un’altra stanza è occupata da delle gigantografie di Beate Gütschow, ottenute tramite il collage di vari ambienti. Sembrano dei paesaggi futuristici (giochiamo a Cyberpunk?!), un po’ desolati e ricordano molto i quadri di Escher forse per il bianco/nero o forse per la mancanza di una struttura reale.
World Press Photo sto arrivando.
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