Qualche giorno fa i miei si sono presentati nella Capitale e siamo andati a vedere la mostra sulla Cina alle Scuderie del Qurinale. Per arrivarci è stato peggio di una Via Crucis visto che ci fermavamo ad ogni monumento, chiesa, negozio o punto di interesse. Ma decisamente ne è valsa la pena: mostra stupenda che percorreva a ritroso lo sviluppo degli imperi tra il VII e il I secolo A.C. attraverso gli interi eserciti di terracotta ritrovati nelle tombe dei sovrani.
Dopo il pranzo da Burger King ovviamente un giro shopping per il Corso.
Entro alla Ricordi. Panico. Era lì. “C’è gente che deve dormire” dei Marta sui Tubi, il secondo album dopo “Muscoli e Dei“. Loro sono un gruppo rock(?) emergente italiano dallo stile abbastanza sperimentale e infatti sul retro del libretto e’ presente:
In questo album non vi e’ presenza di basso ne di chitarre elettriche.
11 canzoni in totale - tra cui una cover dei Beatles - con molte collaborazioni (d’altra parte sono solo 3: voce, batteria e chitarra acustica). Le cose che mi hanno colpito di più in questo album sono i meravigliosi arpeggi di ogni traccia e i testi che… beh, chi non gli ascolta non puo’ capire…
La mia preferita è “Una donna e la sua semplicità” (traccia n° 4) che riesce a combinare la poesia con un sottofondo blues.
Troppo felice per il tesoro che avevo in mano, che quasi non mi rattristava lasciarci Superheat, Sleepy Buildings, If_Then_Else e How to measure a Planet? del mio gruppo preferito…
Tanto sarete miei. Tutti. Prima o poi.
Tags: arte, dischi, marta sui tubi, musica
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